Violenza di genere

violenza_genere

Il tema della violenza sulle donne è di attualità nel dibattito pubblico. Si tratta di un fenomeno presente nella nostra società e benché ci siano sforzi a livello politico e sociale per ridimensionarlo, siamo ancora lontani da una evoluzione culturale tale da abbatterlo.  

Violenza di genere: di cosa si tratta

Per violenza di genere intendiamo ogni manifestazione di violenza che si esplica nei confronti della donna in quanto tale. La nostra società non si fonda su una piena parità fra i generi, specialmente per quanto riguarda i settori del lavoro, della partecipazione ai luoghi di gestione del potere, della suddivisione del tempo fra vita, lavoro e famiglia. L’Italia nel contesto europeo si colloca fra le nazioni meno virtuose in termini di equità fra donne e uomini (ne ho parlato anche in un post del 2020).  

Sussistono ancora atteggiamenti prevaricatori nei confronti delle donne, avallati da una cultura che si fonda su stereotipi che vedono l’uomo forte e dominante, la donna debole e sottomessa.

Di seguito vedremo alcune delle accezioni in cui si può declinare la violenza di genere.

Femminicidio

Spesso sentiamo fatti di cronaca nera in cui si parla di femminicidio, e ci si può chiedere che differenza ci sia fra un omicidio e un femminicidio. Il femminicidio è l’uccisione di una donna motivata da una volontà di prevaricazione, di tenere la donna soggiogata ed annullarne l’identità o la volontà.

Questo è il motivo per cui spesso di parla di femminicidio quando il delitto matura nell’ambito di relazioni familiari (matrimonio, rapporto madre/figlio) o terminate (l’assassino è un ex). Sono relazioni nelle quali l’uomo uccide la donna con lo scopo di affermare un ruolo di dominio. In questi casi spesso il femminicidio è l’ultimo atto di una storia di violenze protratte nel tempo. 

La violenza non è solo fisica

La violenza sulle donne si può esplicare in molti modi diversi: se la violenza fisica o sessuale costituiscono fatti semplici da comprendere nella loro ferocia, ci possono essere altri modi, più sottili e meno visibili, con cui una donna può ritrovarsi soggiogata e privata della propria dignità. Di seguito parleremo di violenza psicologica, economica e di violenza domestica. 

Violenza psicologica

La violenza psicologica viene esercitata nell’ambito di un rapporto continuativo fra un uomo e una donna, in cui la donna viene sottoposta a denigrazione, svalutazione, offese, ingiurie, minacce.  Non si tratta di situazioni occasionali, ma di comportamenti quotidiani, ed è proprio il loro ripetersi che può provocare uno stato di sottomissione e di perdita di autostima che può comportare effetti molto gravi sul benessere psicologico della donna, fino allo sviluppo di patologie come ansia, depressione o altri disturbi della sfera psichica.

Anche se l’aggressione viene esercitata solo sul piano verbale (es. con le offese) e dei comportamenti nella relazione (es. con l’indifferenza o l’ingiuria, magari di fronte ad altre persone), le conseguenze non sono meno pesanti della violenza agita sul piano fisico.

Violenza economica

Quando la donna si ritrova, al di fuori della propria volontà, in una condizione di dipendenza economica possiamo riconoscere una forma violenza. Ci riferiamo a tutti quei contesti in cui viene indotta a non intraprendere attività lavorative, in modo da tenerla vincolata e toglierle la libertà che conferisce una risorsa economica. Può accadere nell’ambito di situazioni familiari dove, per motivi culturali, si ritiene che la donna non possa emanciparsi. Oppure quando, dopo la nascita di un figlio o per altre esigenze di cura familiare (es. accudire i genitori anziani), si adducono motivi di necessità per forzarla a lasciare il lavoro. Oppure ancora a quelle situazioni familiari in cui, pur lavorando, non viene data la possibilità alla donna di gestire le proprie entrate così da privarla di ogni autonomia decisionale all’interno del nucleo familiare.

Violenza domestica

È la violenza che si verifica tra le mura di casa, quando il violento e la vittima sono legati tra di loro da una relazione affettiva. Il violento può essere il coniuge, il convivente, il fidanzato, il padre dei propri figli, un figlio adolescente o adulto.  In tutti questi casi è proprio la relazione affettiva a costituire un elemento critico, perché per la vittima può essere più difficile affermare i propri diritti e sporgere denuncia.

Violenza assistita

Si intende la violenza a cui assistono i minori nel contesto famigliare, quando si verificano situazioni di maltrattamento o di violenza (sia essa fisica, psicologica, sessuale o economica) tra i genitori o tra figure di riferimento (es. nonni, fratelli o sorelle). La violenza assistita è una condizione piuttosto grave per le ripercussioni che può avere sullo sviluppo educativo e psicologico dei figli e delle figlie minorenni.

Se ti sei riconosciuta in una di queste casistiche, puoi cercare aiuto chiamando il Telefono rosa, che risponde al 1522. Otterrai ascolto e un indirizzo immediato: potranno consigliarti su come gestire la tua situazione e suggerirti chi contattare nella tua città per ottenere aiuto.

La sera dello scorso 8 marzo ho affrontato questo tema in una diretta Facebook insieme alla Associazione in sé, che è ancora visibile sulla loro pagina. Nella diretta abbiamo affrontato il tema del rapporto fra gioco d’azzardo compulsivo e violenza di genere, con un approccio divulgativo.