Psicoterapia della Gestalt: un po’ di storia

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La Psicoterapia della Gestalt è l’approccio alla psicoterapia formulato da Fritz (Friederick Salomon) Perls (1893-1970), medico tedesco di origine ebraica.

Chi era Fritz S. Perls

Personaggio tutt’altro che semplice, Perls  si forma inizialmente come psicoanalista, ma nell’ambito della pratica clinica si allontana sempre di più dalle concezioni di Sigmund Freud e finisce con l’elaborare un proprio pensiero originale, al quale dà il nome di “Psicoterapia della Gestalt”. Il nome deriva dall’influenza sul pensiero di Perls della psicologia della forma (“gestalt” in tedesco): un insieme di studi della psicologia della percezione che aveva  definito le leggi che regolano il modo in cui acquisiamo stimoli e diamo loro un significato.

La Psicoterapia della Gestalt si sviluppa nel pensiero e nelle opere di Perls a partire dagli anni ’50. In questo periodo si trova negli Stati Uniti, dove coltiva numerose frequentazioni intellettuali e sperimenta metodi alternativi alla psicoanalisi.

La distanza dalla psicoanalisi

Per riassumere il modo in cui la psicoterapia della Gestalt si discosta dalla psicoanalisi, possiamo iniziare col dire che:

  • nella psicoterapia della Gestalt terapeuta e cliente sono sullo stesso piano. Entrambi hanno una propria visione del mondo, ugualmente legittima e valida, e si confrontano rimanendo sullo stesso piano (non abbiamo, cioè, un esperto e un incompetente della materia). Il risvolto pratico di ciò è che terapeuta e paziente si parlano guardandosi negli occhi e scambiano in un dialogo continuo (viceversa, nella psicoanalisi, l’analista rimane in silenzio e in ascolto, ma non interagisce);
  • in Gestalt non si parla di inconscio. Inconscio è un termine che ormai è entrato nel vocabolario delle persone, pur essendo una teoria di Freud che nessuno ha mai verificato. Nella visione di Perls non esiste l’inconscio ma possiamo avere più o meno consapevolezza (di emozioni, di atteggiamenti, di intenzioni ad agire in un certo modo). È vero che talvolta compiamo azioni senza esserne consapevoli, ma ciò non significa che siamo governati da una parte di noi che agisce in modo autonomo dalla nostra mente (l’inconscio), senza che possiamo assumerne il controllo. Questo ha una ripercussione diretta sul potere della persona: se tolgo l’alibi dell’inconscio, debbo assumere la responsabilità diretta delle scelte e dei comportamenti che decido di agire.
  • Non esistono interpretazioni universali per cui un certo oggetto o un certo comportamento hanno un significato univoco, valido per tutte le persone. Ciascuno elabora i propri significati e dà senso alla propria esistenza.

Lo sviluppo della Psicoterapia della Gestalt

A partire da questi presupposti e con l’aggiunta di sollecitazioni dalla filosofia fenomenologica ed esistenzialista, Perls sviluppa il suo approccio alla psicoterapia. Un approccio fatto prevalentemente da esperienze che si realizzano nel qui ed ora della relazione con lo psicoterapeuta, che facilita il processo di presa di consapevolezza e l’espressione della responsabilità della persona.

Dalla metà degli anni ’60 la psicoterapia della Gestalt si diffonde sempre di più negli States e nel mondo, arrivando a raggiungere il massimo della popolarità negli anni ’70, dopo la morte di Perls.

Oggi questo approccio viene annoverato fra le psicoterapie di stampo umanistico, per l’importanza assegnata alla persona e la centralità del cliente nello sviluppo del processo terapeutico.

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