Donne e temi di genere

Da donna a donna – 8 marzo 2020

Quest’anno la mia riflessione per la Giornata internazionale della donna si apre con i dati 2019 del Gender Equality Index dell’EIGE (Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere).

L’indice definisce le condizioni di parità fra donne e uomini all’interno dell’Unione, misurandole su sette dimensioni: lavoro, denaro, conoscenza, tempo, potere, salute e violenza di genere. I primi sei vengono calcolati nel rapporto fra condizioni per le donne e per gli uomini, mentre l’ultimo viene stimato sulla base dei dati relativi all’incidenza del fenomeno della violenza sul genere femminile.

Le sette dimensioni del Gender Equality Index

Vediamo più nel dettaglio in cosa consistono queste sette dimensioni:

  • Lavoro: la possibilità per le donne di trovare un’occupazione e accedere a buone condizioni di lavoro;
  • Denaro: l’equità nell’accesso a risorse finanziarie e la situazione economica di donne e uomini;
  • Conoscenza: l’accesso al sistema dell’istruzione e la possibilità di continuare a formarsi per tutto l’arco della vita;
  • Tempo: la ripartizione del tempo per attività di cura, lavoro domestico e attività sociali;
  • Potere: l’uguaglianza di genere nelle posizioni decisionali negli ambiti politico, economico e sociale;
  • Salute: le possibilità di accesso ai servizi sanitari, il comportamento e lo stato di salute generale;
  • Violenza: si valutano le esperienze di violenza subite dalle donne, con l’obiettivo di eliminare questo fenomeno.

Il Gender Equality Index in Europa e in Italia

La media del Gender Equality Index dei paesi UE è di 67.4, mentre l’Italia si aggiudica un punteggio complessivo di 63.0 su 100. I paesi complessivamente più virtuosi sono Svezia, Danimarca, Francia, Finlandia, Gran Bretagna, Olanda, Irlanda, Belgio e Spagna. Tutte nazioni con un punteggio uguale o superiore a 70.1.

È interessante che fra questi paesi ci siano i nostri cugini francesi e spagnoli, popoli che riusciamo forse a sentire più vicini rispetto a quelli del nord Europa. Questo ci rassicura sul fatto che è possibile crescere anche per noi.

Infatti la possibilità di una crescita in termini di parità lo stiamo conquistando  un po’ alla volta: le statistiche ci dicono che l’Italia progredisce verso l’uguaglianza di genere a un ritmo più rapido rispetto ad altri Stati membri dell’UE. Dal 2005 è salita in graduatoria di ben dodici posizioni.

La situazione italiana

I punteggi dell’Italia sono inferiori ai punteggi dell’UE in tutti i settori, tranne quello della salute (dove totalizza 88.7 punti). Le disuguaglianze di genere sono più pronunciate nei settori del potere (47.6 punti), del tempo (59.3 punti) e del lavoro (63.1 punti). Su quest’ultimo punto, l’Italia ha il punteggio più basso di tutti gli Stati membri dell’UE.

Dal 2005, i punteggi dell’Italia sono migliorati maggiormente nei settori del potere (+ 31.5 punti) e della conoscenza (+ 7.1 punti). Le sfide rimangono nel dominio del tempo, dove i progressi dell’Italia si sono arrestati (-0.8 punti) dal 2005. Questo ci dice che in Italia la divisione del lavoro di cura della casa e della famiglia è ancora legata al vecchio stereotipo per cui è la donna ad occuparsi di questi compiti.

Come donne  abbiamo il dovere di continuare ad agire per la tutela della nostra posizione sociale, per noi stesse e per le generazioni che verranno. Fino a che le donne rimarranno condizionate dal peso della cura familiare, infatti, sarà difficile che si possa ottenere uno sviluppo in ambiti come quello del potere e del lavoro.

Ambiti che, ci dicono le statistiche dell’INPS e delle casse previdenziali delle professioni ordinistiche, ci vedono in difetto sia nel campo del lavoro dipendente, che in quello delle libere professioni.

Mano a mano che crescerà la rappresentanza femminile in contesti decisionali, sia nel settore lavorativo che nella politica e nelle istituzioni, si potranno abbattere gli stereotipi che ci vedono meno capaci in questi contesti. Per facilitare questo progresso occorre che si accetti una spartizione più equa dei compiti legati alla vita familiare e domestica.

Forza donne!