Cinema e psicologia – Moglie e marito

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“Moglie e marito” è una commedia brillante, divertente e ben recitata, che contiene molti spunti utili ad una riflessione psicologica.

La trama è facile da raccontare: Andrea, ricercatore in campo medico, nello sperimentare un macchinario per la lettura dei pensieri inverte per errore la sua mente con quella della moglie, Sofia. Andrea e Sofia si ritrovano dunque l’uno nel corpo dell’altra, costretti a gestire la loro vita di coppia, ormai in crisi, dalla prospettiva del compagno, a guidare la famiglia (hanno due figli) dalla posizione complementare, a vivere un corpo diverso dal proprio. Una vera e propria inversione di ruolo, si direbbe in psicodramma. Fortunatamente questa situazione sarà solo temporanea, ma entrambi usciranno da questa esperienza arricchiti e – inevitabilmente – con un amore rinnovato verso l’altro.

I piani di lettura che apre questo film sono molteplici. Partendo da quello più immediato, per arrivare a quelli meno visibili:

  • Le differenze e gli stereotipi di genere: Come si relaziona il maschile con il femminile, e viceversa? Quali ruoli differenti sono chiamati a ricoprire uomo e donna? Quali aspettative verso la donna e quali verso l’uomo? Emblematica, a questo proposito, la scena in cui Andrea (nel corpo di Sofia) si trova a raccontare la difficoltà che il femminile impone (e si autoimpone) in termini di immagine, bellezza ed eleganza.
  • I ruoli materno e paterno: andando a fondo sul tema degli stereotipi, è interessante vedere come essi siano calati anche negli occhi dei bambini. La scena in cui la preside rilegge il tema del figlioletto, sconvolto dal cambio di atteggiamento di madre e padre (ad esempio, il padre improvvisamente è diventato dolce e accogliente, e gli insegna a fare pipì da seduto), ci fa notare come anche gli occhi più innocenti si relazionino al tema del genere con l’aspettativa di una differenza. Alla termine del film, mentre sta per uscire dal corpo di Sofia, Andrea dirà di non voler dimenticare il modo in cui lo guardavano i figli mentre era diventato la mamma.
  • Il conflitto nella coppia: Andrea e Sofia sono in guerra e si nascondono molti segreti, che poi scopriranno dalla posizione l’uno dell’altro. La mancanza di trasparenza è motivo e conseguenza della loro crisi: smettendo di comunicare, si costruiscono vite separate pur condividendo la gestione della famiglia. Riusciranno ad uscire da questa impasse proprio grazie alla inversione di ruolo e al disvelamento delle scelte personali, non condivise nella coppia.
  • La comunicazione (nella coppia e non solo): il più delle volte il conflitto si genera dal fatto che comunichiamo con la pretesa che l’altro ragioni come noi e rilegga il mondo utilizzando il nostro stesso registro. In realtà, ciascuno di noi è regista della propria esistenza ed assegna chiavi di lettura diverse a seconda delle esperienze che si è costruito nel tempo. Andrea e Sofia, grazie allo scambio del punto di vista, incarnano fisicamente l’atteggiamento empatico (a cui, peraltro, li aveva invitati all’inizio del film la terapeuta di coppia ) e riescono a riempire la loro comunicazione dei significati che vede l’altro, dipanando le difficoltà comunicative e ritrovando armonia.

In buona sostanza, “Moglie e marito” è un film che ci insegna come il mettersi nei panni dell’altro, o più semplicemente invitare l’altro a chiarirci il proprio punto di vista, sia il metodo migliore per risolvere le situazioni di incomprensione e riempire quei gap comunicativi che possono diventare generatori di conflitto. Uscire dal proprio egocentrismo e calarsi nel campo percettivo ed emotivo dell’altro è il metodo migliore per conoscerlo, e per creare vicinanza e comprensione.

 

“Moglie e marito” è un film del 2017 diretto da Simone Godano.  Per approfondire consiglio la recensione di MyMovies.it.

 

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